Come aprire un negozio di oggettistica e casalinghi

I negozi di oggettistica e casalinghi, rappresentano una forma di imprenditoria facile e alla portata di tutti: non sono richiesti requisiti e conoscenze particolari e il settore presenta un andamento costante, con picchi di attività nei periodi tradizionalmente dedicati agli acquisti, Natale e primavera innanzitutto.



Cosa serve per aprire un negozio di oggettistica

Allo stato attuale della disciplina non sono richiesti particolari attitudini o comprovate competenze. Dopo la Legge Bersani, per locali con superficie inferiore ai 250 mq classificabili come “esercizi di vicinato”, non si richiede il conseguimento di alcuna licenza commerciale e, non essendo coinvolta la somministrazione o manipolazione di alimenti o bevande, non serve nemmeno uno formazione specifica.
Basta quindi individuare il locale adatto e determinare la tipologia di articoli che si intende trattare. Non esistono più vincoli (distanze minime) relativi alla presenza di attività concorrenti nelle vicinanze.

Requisiti e iter per aprire un negozio di articoli per la casa

Al di là di una generica idoneità all’attività commerciale al contatto col pubblico, non si richiedono altri requisiti personali.
Restano tuttavia da compiere alcuni adempimenti burocratici:

  • L’apertura della P.Iva presso l’Agenzia delle Entrate
  • La presentazione presso il Comune della SCIA (comunicazione di inizio attività), che sostituisce la vecchia DIA e richiesta dell’autorizzazione all’esposizione delle insegne.
  • L’iscrizione nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente.
  • L’apertura di una posizione INPS e INAIL per titolare ed eventuali dipendenti
  • La regolarizzazione dei diritti SIAE qualora si intenda diffondere musica nei locali commerciali.

Quanto al locale prescelto, ovviamente, si dovranno rispettare tutte le norme previste in materia di urbanistica ed edilizia dal Testo Unico, nonché eventuali disposizioni regionali.

Quanto costa aprire un negozio di oggettistica e casalinghi

L’investimento iniziale per questo tipo di attività può essere più o meno elevato, in considerazione delle dimensioni del locale e quindi delle spese conseguenti all’affitto (o all’acquisto) del negozio e al suo arredamento.

Spesso è possibile accedere a finanziamenti e agevolazioni basate su piani nazionali, regionali ed europei di sostegno ad alcune categorie imprenditoriali. Attenzione però: spesso gli importi promessi non vengono immediatamente erogati e sarà necessario anticipare le spese previste, per poi ottenere un rimborso dall’ente promotore dell’iniziativa.
Da non sottovalutare poi il costante rifornimento di merce: sebbene in molti casi si ottengano dai fornitori contratti vantaggiosi, con pagamenti posticipati o che garantiscono il reso dell’invenduto, una cattiva gestione di questo aspetto, può pesare molto sui risultati economici.
Altra voce di costo (spesso sottovalutata) è quella delle utenze.

L’opzione franchising

I negozi di oggettistica e casalinghi, si prestano particolarmente ad essere aperti in franchising. L’allestimento del punto vendita, così come il rifornimento, potranno essere gestiti in forma agevolata tramite rapporti diretti con la casa madre, anziché con i singoli fornitori, ottenendo in tal modo un notevole risparmio economico.

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